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Dio di Illusioni - Donna Tartt

Ciao personcine!

Mi chiamo Agnese – nei social mi trovate come attraversalibri – e oggi sono qui per parlarvi di una delle mie ultime letture: Dio di Illusioni di Donna Tartt.
Vi riporto la trama e poi arriva la recensione vera e propria.
Buona lettura!

 

TRAMA


Un piccolo raffinato college nel Vermont. Cinque ragazzi ricchi e viziati e il loro insegnante di greco antico, un esteta che esercita sugli allievi una forte seduzione spirituale. A loro si aggiunge un giovane piccolo borghese squattrinato. In pigri weekend consumati tra gli stordimenti di alcol, droga e sottili giochi d'amore, torna a galla il ricordo di un crimine di inaudita violenza. Per nascondere il quale è ora necessario commetterne un altro ancora più spietato...
 
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COSA NE PENSO?


Dio di illusioni, pubblicato nel 1992, segna l’esordio letterario di Donna Tartt, un’autrice che si distingue sin da subito per la sua abilità narrativa e la profondità psicologica dei suoi personaggi (vedi Il Cardellino).
Potrei dire che è quasi impossibile non rimanere affascinati da una penna come la sua, in cui realtà e illusione si mescolano sapientemente e danno vita - o morte - a qualcosa di assolutamente mai visto. Si basti pensare che Tartt inizi questo romanzo con quello che dovrebbe essere il colpo di scena principale, il perno della storia, per poi dipanarsi in un racconto all'indietro ammaliante e tragico.
Non è stata una lettura semplice da affrontare, sarò onesta. Ma finalmente, dopo tanti anni a far prendere polvere alla mia povera copia cartacea, ho capito il perché si dica "o si ama o si odia". Parto dunque a riportarvi cosa ho veramente apprezzato di questo piccolo mattoncino di oltre 600 pagine! 
Innanzitutto (forse la mia cosa preferita in assoluto) la capacità di Tartt di rendere palpabile - quasi soffocante, per come l'ho vissuta io - l’ossessione dei protagonisti per il mondo antico. Questa loro dedizione maniacale agli studi classici non è solo un interesse accademico, qualcosa che potrebbe somigliare a un hobby. No, qui è una vera e propria fuga dal presente, un rifugio ideale in cui trovare una bellezza e una purezza che sembrano essere scomparse dalla vita moderna. Una rinascita che porta a morte certa, che smembra ciò che si è per elevarsi a qualcosa di ancora più alto. 
Continuo a pensarci su, anche a distanza di giorni!
E poi c'è lo stile narrativo, a mio parere uno dei due punti di forza del romanzo. La prosa di Tartt, tanto evocativa quanto raffinata, crea un’atmosfera densa e ipnotica, in cui ogni descrizione contribuisce a costruire un mondo vivido ma anche tanto opprimente. Mi sono sentita parte di questa élite di ragazzi, ho provato vissuto momenti di noia, gelo, paura e follia. Altra cosa molto apprezzata è stata infatti la caratterizzazione dei personaggi. Ognuno di loro è descritto con una precisione psicologica disarmante, che li rende complessi e ambigui, capaci di mettere in discussione ogni verità universalmente riconosciuta. Ad oggi potremmo descriverli tutti come "moralmente grigi", in particolare la figura di Henry Winter - che è una red flag ambulante ma di cui è impossibile non innamorarsi.

Tuttavia, per i miei gusti, ammetto di aver trovato degli aspetti che non mi hanno pienamente convinta nel corso della lettura. 
Infatti in alcuni passaggi, soprattutto dopo la seconda metà e il ritrovamento del corpo incriminato, la narrazione diventa oltremisura prolissa e lenta. Ho trovato il ritmo davvero molto piatto, probabilmente per via del momento di stasi/ossessione di essere scoperti da parte dei personaggi rimasti. Ho persino rischiato di abbandonare il tutto, avevo perso tutto l'interesse per la storia. Storia che poi si riprenderà a meno di duecento pagine dalla fine, ma attendere tanto per la parte saliente è stato quasi straziante. 
 

In definitiva, potrei definire Dio di illusioni come un romanzo ambizioso, che mostra tutto l'amore e la passione verso il passato e gli studi più classici ma anche quanto sia facile superare il sottile filo morale che conosciamo pur di ritrovare sé stessi. Lo consiglio a chi cerca una lettura impegnativa, capace di stimolare riflessioni profonde sul rapporto tra l'uomo e la conoscenza.