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Recensione La Magia dei Momenti No - Alison Espach

 


 

“Ride di nuovo, ed è bello sentire Lila prendersi in giro. Ma Phoebe comincia anche a capire che probabilmente certe notti Lila è la ragazza più sola del mondo, proprio come lei. E forse, in verità, tutti sono soli. Forse è proprio quello il significato di essere una persona. Fare costantemente i conti con l’essere un singolo individuo in un singolo corpo.”

 

 


 

Al mondo non esistono libri perfetti, in senso letterale. Eppure, in base al momento della vita in cui ci troviamo a navigare, alcune storie sono perfette per noi. A me è accaduto con “La magia dei momenti no” di Alison Espach, la storia di rinascita e resilienza di cui avevo estremamente bisogno. Ma facciamo un passo indietro, parlandovi del libro in generale, qualche citazione e poi la mia onesta recensione.

  


TRAMA

 

È una bellissima giornata a Newport, Rhode Island, quando Phoebe Stone arriva, da sola, al grand hotel Cornwall Inn sfoggiando un elegante vestito verde e scarpe dorate col tacco. Subito, nella hall, tutti la scambiano per una degli invitati che si sono raccolti nell’albergo per i festeggiamenti del matrimonio che sta per celebrarsi, ma in effetti lei è l’unica ospite dell’hotel estranea a quell’evento. Phoebe è lì perché sognava di soggiornarvi da anni, anzi sognava di farlo col marito, e adesso che lui l’ha lasciata Phoebe è arrivata al Cornwall con uno scopo ben preciso, e non esattamente in tono con l’atmosfera della festa: uccidersi. Nel frattempo la sposa ha pensato a ogni dettaglio, a ogni minimo particolare del suo matrimonio tranne che all’imprevista presenza di Phoebe…



Dove acquistarlo: LINK AFFILIAZIONE

Data di pubblicazione: 8 ottobre 2024

Lingua: Italiano

Pagine: 426

Editore: Bollati Boringhieri


LA MAGIA DEI MOMENTI NO







COSA NE PENSO

 

Come dicevo all’inizio, non è la lettura della vita ma può dare spunti differenti quando i colori che abbiamo attorno sbiadiscono fino a far diventare tutto più oscuro.

Solitamente sono una lettrice vorace, leggo velocemente e quelle storie – se mi hanno colpita in maniera particolare – mi restano dentro per lungo tempo. Questa volta, invece, ho impiegato quasi due mesi per poter concludere le 380 pagine dell’edizione italiana. In alcuni punti mi rivedevo così tanto nei pensieri della protagonista, che avevo bisogno di chiudere tutto e uscire a prendere una boccata d’aria. Andare ad abbracciare il mio futuro marito, scrivere un messaggio stupido a un’amica. E arrivata a quasi cento pagine dalla fine, ho pure pensato di mollarlo.

Solo che avevo bisogno di sapere – anche se, da autrice, avevo già capito dove volesse andare a parare – come andasse a finire. E allora mi sono fatta forze a ho continuato. Ho inserito i segnapagina nei miei punti preferiti, sottolineato le frasi che mi facevano battere il cuore o mi strappavano qualche lacrima. E sono giunta alla fine.

In linea di massima, è un buon libro.

Non è l’amore a salvarci, ma noi stessi. I legami che creiamo.

Parliamo, per esempio, di quello che ho apprezzato tantissimo: la risposta, lenta ma totalizzante, al lutto e la forza della solidarietà femminile. Perché sì, il vero cuore pulsante della storia non è la classica commedia romantica dettata da un matrimonio e ciò che gli ruota attorno, ma il legame inaspettato che si viene a creare pagina dopo pagina tra Phoebe e Lila. 

Due donne che si aggrappano l’una all’altra fino a salvarsi a vicenda, spogliandosi delle maschere di perfezione per accogliersi nei rispettivi fallimenti. E cosa c’è di più reale di una donna che deve essere sempre perfetta agli occhi dell’intera società ma che vuole semplicemente…cadere e rialzarsi con le proprie forze?

Ammetto che è stato un toccasana per me. Ho pianto parecchio, ho riso fino a farmi dolore lo stomaco. Ho ritrovato un po’ di me stessa in un romanzo che credevo fosse la solita solfa sponsorizzata da guru blogger della vita.

Quanto è bello sbagliarsi? Ritrovarsi ad imparare qualcosa di nuovo, mettersi in discussione e ampliare la propria vista? Ho amato sentirmi così. Perché i libri servono soprattutto a questo; a mettersi in gioco e ribaltarsi da soli.

Se proprio, però, mi volete onesta, vi dirò anche quali sono i difetti, a mio parere, di questa storia: di sicuro il ritmo altalenante, dove la parte centrale la descriverei come una vera e propria palude. Qui l’introspezione si fa così fitta e lenta che la storia sembra trascinarsi su sé stessa senza meta. 

Ma anche i personaggi secondari. Se Phoebe e Lila sono due bombe ad orologeria, il resto degli invitati al matrimonio è ridotto spesso a una macchietta umoristica ed eccessivamente caricaturale. Mi hanno infastidita parecchio con i loro comportamenti esasperati, ma credo fosse proprio intenzione dell’autrice dar loro questo genere di focus. Non condivido, ma rispetto.

 

E quindi eccoci giunti alla fine.

La magia dei momenti no” (o “Wedding People” in originale) non è di certo una lettura leggera e scoppiettante che ci si potrebbe aspettare a un primo sguardo. Si tratta piuttosto di un romanzo assai introspettivo, a tratti così cinico da far rabbuiare. Eppure totalmente umano. A me ha richiesto molta pazienza, specialmente a metà del percorso, ma se gli date fiducia saprà ricompensarvi con un finale catartico e pieno di speranza.

 


 

“Tuo marito non si prenderà cura di te come credi. Nessuno si prenderà cura di te nel modo in cui tu stessa dovresti prenderti cura di te. E’ un lavoro che devi fare da sola.”

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